IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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giovedì 28 aprile 2011

Orienteering in kayak!

Il primo maggio, al Villaggio del Pescatore di Duino in quel di Trieste, il Gruppo Orientamento CAI XXX Ottobre organizza una caccia alle lanterne in kayak: si tratta di una prova di orienteering e consiste nel trovare il maggior numero di lanterne in un tempo massimo di due ore.
E’ richiesta un'esperienza di base di conduzione del kayak e possono partecipare kajak singoli o doppi.
Il ritrovo è previsto per le ore 13.00 allo squero del Villaggio del Pescatore e la prima partenza alle 14.00 (partenze ogni due minuti in ordine libero): le lanterne avranno un punteggio diverso a seconda della distanza e della difficoltà di raggiungimento, 13 punti ed un tempo massimo due ore.
Per ragioni di sicurezza è obbligatorio saper nuotare ed indossare giubbottino di salvataggio e parasruzzi; per motivi organizzativi e meteorologici, il programma potrà subire della lievi variazioni.
Noleggio canoe: NON previsto. Quota di iscrizione: 5 euro
Per maggiori informazioni e prenotazioni, inviare una mail a: patguti@libero.it
Buon divertimento in kayak e occhio all'orientamento!!!


The first Italian Orienteering game in kayak: next Sunday, 1th of May 2011, at the Fishermen Village in Duino near Trieste. Single or double kayaks, 13 points and 2 hours the maximum time table.
The meeting is at 2 pm to start ad 3 pm (each kayak will start every 2 minutes).
The program may vary depending on the weather forecast and for safety reasons it is required the life jacket and the spray skirt, as well as a base kayak controll and a swimming ability.
Five euros and NO kayak hire.
For information and booking, please send an e-mail to: patguti@libero.it.
Have fun in kayak and enjoy the orienteering!!!



martedì 26 aprile 2011

Anche questo è il Nostro Mare!

Non ho avuto la forza di andare a salutare Vik, non avrei retto l'emozione dei canti partigiani intonati al suo ricordo... un 25 aprile davvero speciale!
Qualcuno più forte di me invece c'è stato e ha scritto un bellissimo ricordo di Vittorio Arrigoni.
Stay human!!!


I didn't go there for the last greetings to Vittorio Arrigoni, too emotions.
But someone stronger than me has gone for a 25th April really peculiar and wrote a perfect post...
Stay human!!!

domenica 24 aprile 2011

And then on the Lugano Lake

Aprile, dolce dormire! Quando suona la sveglia, vorrei girarmi dall'altra parte e continuare a dormire!
Ma abbiamo scelto il sabato per pagaiare, sui tre giorni di festa per la Pasqua: gli amici di Sullacqua hanno dei corsi sul lago e così li raggiungiamo per trascorrere la giornata in compagnia...
Dieci kayak per 28 km: amici vecchi e nuovi, per Manolo è la prima pagaiata dell'anno, per Vittorio la prima dopo tanti mesi di tribolazioni varie... gli altri sono quasi tutti degli affezionati della pagaiata settimanale.


Qualche goccia d'acqua saluta il nostro passaggio dello stretto di Ponte Tresa ma poi la primavera spande ovunque colori ed odori; tanti nidi di cigni e folaghe tra i canneti e molte danze di corteggiamento tra gli svassi dal petto bianco...
Il cielo rimane coperto anche durante la pausa pranzo, ma ci pensano i dolci pasquali a tenere su il morale di tutta la truppa; non è facile mettere in riga 9 uomini affamati, ma con le buone maniere si ottengono sempre ottimi risultati: una bella foto di gruppo prima di dare inizio alle libagioni!


Il giro prosegue nella calma più assoluta, solo una leggera brezza mentre facciamo rotta su Porto Ceresio che increspa di poco la superficie smeraldina del lago... il tratto più bello rimane quello di Morcote, sul versante svizzero del lago: le guglie, il castello, il cimitero vista lago e i ristorantini sempre pieni di turisti.
Il rientro alla base è allietato dall'arrivo della bambine, le figlie allegre e giocherellone degli amici canoisti: una pizza è l'ideale per chiudere in bellezza la giornata.


April, sweet sleep! When the alarm goes on, I'd like to turn away and go back to sleep!
But we chose to paddle on Saturday, the first of the three days of Easter celebrations: some friends of us, coaches for Sullacqua kayak school, have some courses to do on the Lugano lake and so we reach them to spend the day all together...

Ten kayakers for 28 km: old and new friends, Manolo at his first paddle of the year, Vittorio at his first paddle after several months of trials... the others are almost all devotees to the weekly paddling.


A few drops of water greets our passage of the Ponte Tresa strait, but then the Spring spreads throughout colors and purfumes; so many nests of coots and swans among the reeds, and many courtship dances between white-breasted grebes...
The sky remains covered during the lunch break, but the Easter cakes keep up the enthusiasm; it is not an easy work to put in row 9 hungry men, but with good manners you always get good results: a nice picture of the group, before starting with the libations!


The tour continues in the most absolute calm, only a slight breeze as we headed for Porto Ceresio, that just ripples the surface of the emerald lake... the best part of the tour is always near Morcote, on the Swiss side. Before dinner, I spend some times playing with three marvellours childrens and then we all togheter went to eat a big pizza.

venerdì 22 aprile 2011

And now on our old Orta Lake...

Abbiamo raccolto con grande piacere l'invito di Luciano per "un otto sul Cusio", l'incontro sul Lago d'Orta che è diventato uno dei raduni "classici" sui laghi del nord.
Siamo arrivati al Lido di Gozzano verso la mezzanotte del sabato, di ritorno dal Museo Nazionale dell'Antartide di Genova, dove eravamo andati già armati di tutta l'attrezzatura per il giorno dopo e con il progetto di dormire in auto.
Pochi minuti prima di noi erano arrivati anche Luciano e Giorgio di ritorno da Sesta Godano, e l'incontro è stato festeggiato con un "sorso" di grappa alla liquirizia, bevuta al solo "scopo terapeutico" di assumere un tranquillante naturale per meglio riposare durante la notte. E così è stato...
La partenza della domenica è prevista per le 10.00 ma, volendo fare tutte le cose con calma, compresa anche un'abbondante colazione in un bar di Gozzano, mettiamo la sveglia alle 7.00.
Alla mattina il cielo è un po' coperto, ma qualche sprazzo di azzurro quà e là, ci fa ben sperare. Verso le 8.30 ci accingiamo lentamente a preparare i kayak e l'attrezzatura per la giornata, ben consapevoli che sarebbe stato un lavoro molto lungo e laborioso per via delle innumerevoli interruzione per salutare e scambiare qualche parola con gli altri amici che, nel frattempo, iniziavano ad arrivare.
Alle 10.00, dopo un veloce briefing durante il quale Luciano ha illustrato il percorso e ha fatto le raccomandazioni di rito, ci siamo ritrovati in 36, con età comprese tra i 10 anni ed i 75, distribuiti in 30 kayak singoli e 3 doppi.
Nel frattempo il cielo si era aperto e la giornata prometteva di essere molto bella, a parte una leggera brezza un po' freddina che spirava verso nord ma che non ci ha preoccupati perché ci sospingeva dolcemente verso la nostra destinazione.


Ancora prima di salpare, molti di noi avevano notato del fumo provenire dal crinale ovest della montagna, oltre l'Isola di San Giulio; all'inizio sembrava il fumo generato da un falò di foglie secche, come spesso fanno i contadini... ma in autunno però, non adesso, in primavera!
In breve tempo questo "falò" si è esteso su per la montagna diventando un vero e proprio incendio con il fumo visibile anche da molto lontano. Poco dopo sono comparsi un aereo Canadair ed un elicottero antincendio che, dopo aver scaricato il primo pieno di liquido estinguente rossastro, hanno fatto per diverse ore la spola tra il lago e la vicina montagna, prima di riuscire ad avere ragione delle fiamme.
Molto probabilmente qualche incauto passante aveva gettato un mozzicone acceso dalla stradina che costeggia il lago, il secco e la leggera brezza hanno fatto il resto...
Per non dare fastidio ai mezzi antincendio abbiamo costeggiato a ovest fino a Pella, poi traversato verso l'Isola di San Giulio, dove abbiamo aspettato alcuni minuti per lasciar terminare le operazioni di attracco, imbarco e partenza di alcune barche passeggeri.
Alla fine ce l'abbiamo fatta a passare... e, dopo aver costeggiato l'isola a sud, abbiamo puntato verso Orta, subito dopo la piazza, per non interferire ulteriormente con la rotta delle barche passeggeri che fanno la spola con l'isola.


All'inizio del Golfo di Pettenasco il gruppo si separa: chi non può fermarsi per tutto il giorno, è stanco o vuole fare il giro corto, sbarcherà in fondo al golfo; gli altri proseguiranno con il resto del lago.
Parlando di giro corto ci si aspetta qualche cosa di diverso da quello che è stato nella realtà. Il giro corto si è concluso con una pagaiata di 20 Km, non proprio "bruscolini" per il bambino di 10 anni e per suo fratello, di qualche anno più grande, che hanno concluso senza "traini" la pagaiata. Complimenti a Elia e Loris, ed anche ai loro genitori per supportarli, senza mai spingerli troppo, in questa passione famigliare: quattro persone con quattro kayak singoli!
Complimenti ad Andrea che dopo quasi un anno di problemi per fratture varie alle caviglie, ricomincia finalmente a pagaiare, e complimenti anche a Mirella, sua moglie, che ha avuto oggi, su un doppio, il suo battesimo del kayak. Complimenti anche a Giorgio che, dopo quasi un anno di vicissitudini varie, riprende a pagaiare.


Gli altri hanno attraversato il golfo e proseguito costeggiando la riva est verso Omegna, lasciando il campo libero ai due mezzi antincendio che continuavano la loro battaglia alle fiamme saltellando tra il lago e la collina. A dire il vero non abbiamo visto grandi fiamme, solo tanto fumo che, spinto dalla brezza, si alzava denso verso la cima della montagna, dando l'impressione che a bruciare fosse il sottobosco non proprio secco, mentre le piante, ancora verdi e con poche foglie, ne restassero quasi immuni...
L'andatura è stata molto lenta, tutti intenti ad osservare l'opera di spegnimento più che la costa alla nostra destra.
Consultato l'orologio e... il nostro appetito, abbiamo deciso di non costeggiare la città e, all'inizio di Omegna, abbiamo attraversato il lago, dirigendoci a nord ovest verso una comoda spiaggetta, per la pausa pranzo.
Generalmente ognuno si porta il necessario per uno spuntino, senza abbuffarsi, così da restare leggero per la pagaiata del ritorno. Tuttavia, ci sono spesso delle occasioni speciali nelle quali, oltre al necessario, dai gavoni sbucano torte di varia fattura, cannoncini ripieni di diverse creme, cioccolatini al caffè e liquore, bottiglie di vino e... di liquori... e questa sembra proprio essere una di tali occasioni.
Quindi addio al pasto frugale e leggero: ci toccherà una partenza molto rallentata, con difficoltà a restare seduti ed inclinati in avanti, e per almeno mezz'ora la pagaia sembrerà diventata un macigno... il solito effetto collaterale delle pause di certi incontri "speciali".
Prima delle sbarco per la pausa pranzo, l'incendio sembrava domato e, dopo qualche sorvolo di ricognizione, i mezzi antincendio se ne sono andati.
Purtroppo, quando siamo ripartiti, si scorgeva ancora del fumo nello stesso punto dell'incendio precedente, segno che la battaglia non era ancora finita. Infatti, poco dopo il nostro passaggio nei pressi della zona, gli aerei antincendio sono ricomparsi ed hanno ripreso il loro lavoro: per noi è stata una giornata di vacanza e distrazione, ma mi sembra doveroso rivolgere un ringraziamento ai "pompieri volanti" che, invece, per tutto il giorno e senza un attimo di tregua, hanno dovuto restare ben concentrati su quello che stavano facendo.


Abbiamo costeggiato verso sud la riva ovest del lago fino alla punta di Pella, poi attraversato sull'Isola di San Giulio, e poi nuovamente attraversato sulla riva est, poco dopo Orta, per completare il giro costeggiando fino al punto di partenza al Lido di Gozzano.
Prima ho scritto che alcuni incontri sono un po' speciali, e questo è stato uno di essi perché ci è capitato di incontrare persone che, per via delle distanze geografiche o di assenze dovute a vari motivi, vediamo raramente, e questo ci ha reso veramente contenti di essere stati 2 dei 36 partecipanti.
Siamo arrivati un po' alla spicciolata, vittime quasi tutti della "sindrome del cammello" che colpisce spesso la fine di incontri con numerosi partecipanti: quando si intravede la fine della gita, inconsapevolmente si tende ad accelerare per arrivare prima, come fanno i cammelli quando vedono in lontananza un oasi...
Sono seguite poi le operazioni di svuotamento dei kayak ed il loro carico sull'auto, sempre con grande collaborazione reciproca; e poi... l'immancabile birra in compagnia, alla quale in una decina, abbiamo fatto seguire anche una pizza, per prolungare ancora un poco la splendida giornata che abbiamo trascorso insieme: "ciao a tutti, e arrivederci alla prossima..."


We have collected with great pleasure the Luciano's invitation for "An eight on Cusio", the meeting on Orta Lake which has become one of the "classic" gatherings on the northern lakes.
We have reached the Gozzano Beach toward Saturday at midnight, coming back from the National Museum of the Antarctic in Genova, where we had gone already armed with all the equipment for the next day and with the project to sleep in the car.
Luciano and Giorgio were arrived a few minutes before from Sesta Godano, and the meeting has been celebrated with a "sip" of licorice brandy. We drank with the only "therapeutic purpose" to assume a natural tranquilizer for better resting during the night. And so was...
The Sunday launching is scheduled at 10.00 am but, wanting to do all the things calmly, including a hearty breakfast in a bar in Gozzano, we putted the alarm clock at 7.00 am.
In the morning the sky is covered, but some blue flash here and there, lead us to be hopeful. At about 8:30 am we are going to slowly prepare the kayaks and the equipments, well aware that it was a very long and difficult job, because of the numerous stop to greet and exchange few words with other friends who began to arrive in the meanwhile.
At 10.00 am, after a quick briefing during which Luciano described the path and the ritual recommendations, we found ourselves in 36, with the age ranging from 10 to 75 years, distributed in 30 single and 3 double kayaks.
In the meantime, the sky had opened and the day promised to be very beautiful, apart a pretty cool light breeze exhaled toward north, but that not worried us because it gently urges to our destination. 


Before launching, many of us had noticed some smoke, originate from the west mountain ridge, beyond the St. Giulio island; to the beginning it seemed the smoke produced by a dry leaves bonfire, as the farmers often do... but in the Autumn however, not now, in the Spring!
Shortly time, that "bonfire" was extended above the mountain becoming a real fire, with the smoke visible from a long distance. Soon appeared a Canadair airplane and a fireproof helicopter that, after downloading the first reddish extinguishing liquid, for several hours have shuttling between the lake and the nearby mountains, before succeeding the flames.
Maybe, an unwary people thrown a cigarette butt on the run along the lake road, and the dry and the light breeze did the rest...
In order not to disturb the fire-fighting aircraft we coasted west to Pella, then crossed to the St. Giulio Island, where we waited a few minutes for the landing, loading and launching operations of some passenger boats.
At the end we passed... and, after south lined the island, we aimed to Orta, immediately after the square, not to further interfere with the passenger boat routes that ply the island.


At the Pettenasco Gulf the group separates: who cannot stay for the whole day, is tired or wants to paddle the short trip, will land to the end gulf beach; the other ones will continue with the rest of the lake. Speaking about a short trip, normally we expect something different from what was in reality. The short trip was concluded with a 11 NM paddled, not really "peanuts" for the 10 year-old child and for his brother, a few older, that have concluded without any "pulling" the paddle. Our compliments to Elia and Loris, and also to their parents who support them, never too much pushing them, in this family passion: four people with four single kayaks!
Our compliments to Andrea, who later almost one year problems for various ankles fractures, is finally restart paddling, and compliments also to Mirella, his wife, who had today, on a double, her kayak baptism.
Our compliments to Giorgio who, later almost one year of various vicissitudes, resume paddling. 


Others crossed the gulf and continued along the east coast to Omegna, leaving the field to the two fire-fighting aircrafts to continue their battle with the fire by jumping between the lake and the hill.
To be honest, we did not see big flames, only so much smoke that, pushed by the breeze, heavy rose to the top of the mountain, giving the impression that burning was the undergrowth not quite dry, while the plants, still green and with few leaves, has remained almost immune...
The kayak pace was very slow, we are all intent on more observing the fire fighting than the coast on our right.
Consulted our clock and... our appetite, we decided not to pass by the city, and at the Omegna beginning, we crossed the lake, heading north west to a convenient beach for lunch.
Usually everyone brings the need for a snack, not overeat, to remain light for the go back paddling.
However, there are often special occasions in which, in addition to the need, from the hatches come out various cakes, many creams filled pastries, liqueur coffee chocolates, wine bottles and liquor... and this seems to be one of those occasions.
So goodbye to the frugal and light meal: we'll have a very slow start, hard to stay seated and leaning forward, and for at least an half hour the paddle seems to become a rock ... the usual side effect of certain "special" meetings breaks.
Before the lunch break landing, the fire seemed subdued and, after a few of reconnaissance flights, the fire-fighting aircrafts are gone. Unfortunately, when we left, we still could see the smoke of the fire at the same point, a sign that the battle was not over yet. In fact, shortly after we passed near the area, the fire-fighting aircrafts have reappeared and resumed their work: for us was a vacation and distraction day, but it seems only right to thank the firefighters who, instead, for all the day and without a moment's respite, had to remain firmly focused on what they were doing.


We coasted the lake south west shore up to the Pella's tip, then crossed to the St.Giulio Island, and then crossed to the east shore again, shortly after Orta, to complete round coasting up to the departure point at the Gozzano beach.
Before I wrote that some meetings are a bit special, and this was one of them because we happened to meet people who, because of geographical distances or of their absences due to various reasons, we meet them rarely, and we really pleased to have been two of the 36 participants.
We arrived a little fragmented, almost all of us victims of the "camel's syndrome" that often affects the end of many participant meetings: when you can see the end of the trip, you tend unconsciously to speed up to anticipate the arrival, as the camels do when they see in distance an oasis...
We then emptied the kayaks and then loaded them on the cars, always with great mutual cooperation, and then... the ever present beer, and after, ten of us, we continued with a pizza, to extend a little bit more the beautiful day we spent together: "Hello everyone, and see you soon..."

mercoledì 20 aprile 2011

ItaliAmmasalik in mostra a Genova

Sabato 16 aprile 2011 si è inaugurata al Museo Nazionale dell'Antartide "Felice Ippolito" di Genova la mostra info-fotografica sul progetto ItaliAmmassalik: "Il lato nascosto della Groenlandia - Un viaggio tra i silenzi, i sorrisi, le solitudini dell'Est".


Ottorino Tosti, presentato alla folta platea dal Direttore del Museo, ha introdotto brevemente la mostra prima di cedere la parola ad Aldo Scaiano del Circolo Polare: in contemporanea, infatti, è stata allestita anche una mostra per commemorare i 100 anni dalla conquista del Polo Sud da parte di Amudsen ed i 150 anni dalla nascita di un altro grande esploratore norvegese, Fridtjof Nansen, poi ambasciatore e Premio Nobel per la pace nel 1922. La sua figura è quanto mai attuale in questo periodo di grandi migrazioni da una sponda all'altra del Mediterraneo perchè a lui si deve l'istituzione del passaporto Nansen per i primi rifugiati politici e la nascita dell'Ufficio per i rifugiati delle Nazioni Unite, oggi UNHCR.


Il Museo di Fermo ha concesso l'uso delle fotografie scattate ad Ammassalik da Silvio Zavatti in una delle sue prime spedizioni nella Groenlandia orientale e quelle scattate nel 1964 a delle donne Inuit vestite all'occidentale perchè invitate ad una festa creano un suggestivo collegamento temporale con quelle realizzate ai giorni nostri negli stessi villaggi: durante le sue spedizioni, infatti, Ottorino ha realizzato, insieme agli altri amici del viaggio, una serie di toccanti foto sui bambini, sui villaggi, sui silenzi e sugli immensi spazi ghiacciati di questo remoto angolo del mondo.


Il progetto si va pian piano definendo e rafforzando: molte idee che solo un anno fa sembravano progetti irrealizzabili stanno lentamente prendendo forma, riempiendosi di contenuti, e tante altre possibilità si aprono ai volenterosi sostenitori del progetto, che pure aumentano di volta in volta.

Ottorino Tosti - Tatiana - Aldo Scaiano
La mostra rimarrà a Genova fino al 31 maggio 2011 e poi si sposterà a Torino, Trieste, Roma ed altre città con date ancora da definire: Ottorino è un grande comunicatore, capace di trasmettere le forti emozioni vissute tra quella gente, desideroso di condividere le sue esperienze con quanta più gente possibile.
Aiutiamolo a dare corpo al progetto, invitiamolo nelle nostre città, individuiamo altri spazi espositivi, cerchiamo altri sostenitori, riempiamolo di proposte, programmi ed iniziative: perchè aiutare il progetto a crescere significa aiutare Ammassalik a vivere!


The ItaliAmmassalik project has its own exposition: in Genoa, set up in the National Museum of the Antarctic "Felice Ippolito" and organized with the support of the Circolo Polare and other sponsors.
Ottorino Tosti and Aldo Scaiano were there to introduce the exposition and to explain the intention of this important project to help the little villages of the North-East Greenland, growing up in the last year with the support of lot of Italian friends and associations... want to participate? 

giovedì 14 aprile 2011

On the Maggiore Lake again...

Un rapido giro di telefonate ha portato cinque amici all'incontro improvvisato, e una splendida giornata di primavera, con temperature dell'aria quasi estive, ha caratterizzato una nuova escursione sul Lago Maggiore: la nostra "palestra" più vicina a casa.
Il luogo preferito per questi incontri "dell'ultimo minuto" è Cerro di Laveno che, offre un comodo parcheggio ed un agevole punto di imbarco, oltre ad un'ampia visuale delle Isole Borromee con le montagne ancora innevate sullo sfondo.


Dopo aver attraversato su Pallanza e dopo una piacevole "doccia" offerta da una complice fontana, approfittando del livello abbastanza alto del lago, abbiamo provato a percorrere il canale che unisce il Lago Maggiore a quello di Mergozzo, per entrare, dalla "porta di servizio", in questo pittoresco lago prealpino dove è vietata la navigazione a motore.


All'inizio del canale, come se ci fossimo dati appuntamento lì, abbiamo incontrato un amico canoista della Svizzera tedesca, innamorato del Lago Maggiore, che spesso percorre in auto un viaggio di quasi due ore per raggiungerlo, e si è unito a noi.
La navigazione nel canale è stata abbastanza agevole e, dopo avere trasbordato il leggero dislivello della diga di contenimento, siamo arrivati alla nostra meta.
A questo punto l'appetito ha fatto sentire la sua voce. Così, alla spiaggetta del primo campeggio, che spesso è teatro di questo genere di "soste tecniche", siamo sbarcati, aperto i gavoni e assottigliato in maniera considerevole le nostre cambuse.


Nuovamente rinvigoriti, ci siamo gustati lo spettacolo del piccolo lago e, dopo una ulteriore sosta caffè, abbiamo ripreso la via del ritorno: di nuovo il canale, una traversata sull'Isola Madre ed un'altra diretta su Cerro, per un totale di 32 km pagaiati.
Dopo l'immancabile birra in compagnia, che sigilla sempre la fine delle nostre pagaiate, saluti e strette di mano, ringraziandoci a vicenda per la splendida giornata trascorsa in kayak.
Grazie a Luciano, Giorgio, Elisabetta, Paolo e Dethlef per aver condiviso la pagaiata...


A fast turn of phone calls brought five friends to the improvised meeting, and a splendid springly day, with the air almost at summer temperatures, has characterized a new excursion on the Maggiore Lake: ours "gym" closer to home.
The preferred place for these "last minute" meetings is Cerro of Laveno, that offer a comfortable parking and an easy point of  launching, as well as a large view of the Borromean Islands with the still snow-covered mountains in the background.


After crossing to Pallanza and after a nice "shower" offered by an accomplice fountain, taking advantage of the fairly high level of the lake, we tried to navigate the canal that connects the Maggiore Lake to Mergozzo Lake, to enter, from his "back door", in this picturesque subalpine lake where the motor navigation is forbidden.
Near the entry of the canal, as if we had gathered there, we have met a German-Switzerland  kayaker friend, felt in love with the Maggiore Lake, and that often driving down a journey of nearly two hours to get there, and he joined us.


The navigation on the canal has been enough easy and, after having transferred the containment dam light gradient, we have reached our destination.
At this point we have heard the appetite voice. So, to the first camping small beach, that often is theater of this kind "pit stop", we are landed, opened the hatches and very thinned our galleys.
Reinvigorated again, we have apreciated the show of the small lake and, after a further coffee break, we way back: the canal again, a crossing to the Madre Island and another direct crossing to Cerro of Laveno, for a total of 20 miles paddling.


After the inevitable company beer, that always seals our end paddle, regards and handshakes, thanking each other for the wonderful kayaking day.
Thanks to Luciano, Giorgio, Elisabetta, Paolo and Dethlef for sharing the paddle...

lunedì 11 aprile 2011

Gorgeous experience in Israel!!!

Dopo un comodo viaggio in aereo lungo la rotta Milano-Tel Aviv, sorvolando la laguna veneta, gli arcipelaghi croati e poi quelli greci, sono sbarcata giovedì 7 arpile nell'aeroporto più sicuro del mondo ed i controlli sono stati talmente rigorosi da richiedere ben più di 40 minuti.... pieni zeppi di domande sui motivi della visita tanto che prima di lasciarmi andare, gli addetti alla sicurezza hanno anche chiamato Tomas per sincerarsi della veridicità delle mie risposte... come primo impatto non è stato il massimo, ma l'accoglienza ha poi superato ogni più rosea aspettativa!


All'uscita mi attendeva Ram con un cartello da agente di viaggio col mio nome in caratteri latini scritto sopra una bella foto di un kayak: ci mettiamo un attimo a riconoscerci ma più di un'ora per raggiungere Tomas, bloccato al nord da un incidente ferroviario.
Ceniamo al tramonto nel suggestivo ristorante della città vecchia di Cesarea, proprio dirimpetto agli scavi archeologici del porto di Erode, contornati da uno dei meglio conservati anfiteatri romani, oltre che da un ippodromo, un tempio ed un acquedotto di ben 17 km... era uno dei porti più importanti del Mediterraneo e ha conservato un suo fascino particolare.
Pesci fragranti nei piatti e chiacchiere fitte intorno al tavolo vista mare per cominciare a rompere il ghiaccio.


Tomas ha scelto per me la soluzione migliore possibile: l'hotel del kibbutz che confina con la sua scuola di kayak, così per andare al "lavoro" ogni mattina percorro a piedi scalzi una bella mezzaluna di calda sabbia dorata!!!
Mi ha spiegato che nel tempo si è andata perdendo la vecchia ispirazione socialista delle prime comunità agricole, che ora hanno quasi sempre un albergo per gli ospiti gestito dagli stessi abitanti del kibbutz... quello di Nahsholim è un pò speciale perchè è uno dei pochi affacciato sul mare e gode di una posizione naturale davvero invidiabile... mentre mi aggiro per i suoi vialetti ben tenuti tra le case adorne di piante fiorite ho sempre il rumore delle onde a tenermi compagnia.


Anche il Dor-Kayak Club si trova in una posizione eccezionale: affacciato direttamente sulla spiaggia, è perfettamente incastonato in una delle tante baie protette che si susseguono verso nord per qualche chilometro, racchiuse tra barriere rocciose che dovevano essere un tempo delle cave di tufo e che oggi creano dei curiosi giochi di vuoti e pieni sugli scogli, allungandosi in mare con delle basse piscine naturali dalle quali adulti e bambini si tuffano per i primi bagni di stagione, accompagnati da comprensibili urla giocose perchè la temperatura dell'acqua non è ancora salita oltre i 19°C... anche se quella dell'aria arriva oltre i 28°C ed il sole mi cuoce mani e viso in un batti baleno, specie mentre trascorro assorta ore ed ore a raccogliere conchiglie.


Il venerdì mattina, Tomas mi accoglie con un grande sorriso e con una tazza di caffè fumante tra le mani: "Sei sempre puntuale e non bevi caffè, sei sicura di essere davvero italiana?"
E' un bel tipo, Tomas, un personaggio di altri tempi, un pò burbero ma di gran cuore e gestisce la scuola con un misto di autorità ed accondiscendenza. Nel club si respira un'aria familiare, tutti arrivano alla spicciolata, si cambiano nei containers che delimitano lo spazio intorno alle rastrelliere e sistemano in ordine i kayak sulla riva... sono tutti sorridenti e sembrano impazienti di cominciare, anche se alla fine delle due ore di corso sembrano un pò meno pimpanti, sfiancati dalle contorsioni richieste dalle varie manovre.


Tomas trascorre molto tempo in acqua con noi e alla fine sembra quasi più contento e soddisfatto di me: "Siamo felici di averti con noi, è la prima volta che invitiamo qualcuno... il nostro è un paese isolato, ci fa piacere avere confronti e scambi di questo tipo".
Il corso è stato un piccolo successo: quasi tutti i ragazzi del gruppo base hanno imparato ad eseguire l'eskimo con la giusta dose di tecnica ed eleganza e quasi tutti gli iscritti al corso avanzato hanno eseguito sia il balance brace che diverse figure di eskimo groenlandese, compresa una bella sequenza conclusiva di eskimo sincronizzato che mi ha emozionato per la coordinazione e l'affiatamento.
Sono davvero entusiasta dell'esperienza e le poche ore trascorse in compagnia di questo eterogeneo gruppo mi hanno insegnato moltissime cose...


Ho imparato da Lila la determinazione, da Ornit l'eleganza, da Jonathan la riflessione, da Greg l'elasticità derivante dallo yoga, da Ron la pazienza nonostante la ripetitività degli esercizi e la rottura della pagaia; mi sono rimaste impresse la facilità di esecuzione di Yohad con tutti gli eskimi proposti, persino quello a mani incrociate, la velocità di apprendimento di Goren, l'intuito di Itay ("It's true, it's easier!"), la concentrazione di Yoash, la riservatezza di Aion, la discrezione di Benny, la leggerezza di Ohad nonostante sia un omone ben piantato, la disponibilità di Ram che mi ha aiutato tantissimo in acqua e la estrema cortesia di Yair che una volta giunti al suo negozio "Captain Jack" mi ha ricoperto di regali: "It was really very fun for me", mi ha ripetuto pià volte mentre con Tomas continuava a riguardare i filmati girati durante il corso...


Al termine della seconda delle due mattinate di venerdì e sabato, Tomas mi ha invitato a presentare il viaggio a Creta e mi ha portato fino ad Haifa, dove era stata allestita una bella sala nel centro di accoglienza per bambini con disabilità mentali presso il quale lavora un socio del club: è stata anche questa una splendida esperienza, come del resto l'invito a cena della sera precedente nella sua casa colorata ed accogliente, occasione che mi ha permesso di conoscere meglio lui e la sua famiglia.


Tomas è di origini svedesi, a 18 anni si è trasferito in Israele per lavorare in un kibbutz, parla 5 lingue e ha lavorato come guida turistica fino a quando non ha deciso di aprire la sua scuola di kayak, cominciando con 5 kayak ed aspettando sulla spiaggia che qualcosa succedesse: oggi ha raggiunto la ragguardevole cifra di una cinquantina di soci iscritti e di ben 35 kayak all'attivo, tra privati e sociali, in bella mostra sulle rastrelliere che lui stesso ha costruito... proprio in questo periodo il club festeggia il decennale dall'apertura!
Vive in una bella casetta di legno ad un piano solo, ha due figlie e cinque nipoti con un sesto in arrivo e la moglie bibliotecaria si diletta di ceramica in un piccolo laboratorio sistemato in giardino dove avrei volentieri passato il resto del fine settimana... anche lei mi ha riempito di regali e sono tornata a casa carica di nostalgia!!!


La domenica è stato il mio ultimo giorno di permanenza in Israele e non avendo tempo a sufficienza per visitare Gerusalemme (e per superare i posti di blocco di accesso alla Cisgiordania) abbiamo preferito trascorrere la mattinata a Yaffo, alle porte di Tel Aviv, mangiando ancora pesce fresco in una delle viuzze strette e tortuose della città vecchia affacciata sul piccolo porto battuto dalle onde, sulle quali poco più in là tanti surfisti-pinguini si divertivano un mondo ad andare su e giù...
I saluti all'aeroporto sono stati infarciti da progetti di visite future, di scambi reciproci, di viaggio insieme in Montenegro o sui laghi del nord Italia... e l'ultimo ricordo è quello dell'inteso odore di fiori d'arancio.
Il bello del kayak è anche questo: incontrare amici lontani e pagaiare con loro intorno al mondo!

 

After a comfort flight form Milan to Tel Aviv, flying upon the Venetian lagoon, the Croatian archipelagos and then Greek islands, I'm disembarked in the surest airport of the world and the controls are so rigorous that I've spent there more than 40 minutes.... they wanted to know everything about my visit and before leaving me they also called Tomas to be sure about the truthfulness of my answers... not the maximum for the first impact, but starting from that moment all was extremely good!

Ram was waiting for me a the airport, keeping a poster with my name written above a beautiful photo of a kayak: we recognize each other in an istant but we spent more than a hour to meet Tomas, who was waiting for us near Cesarea, where we had an unforgettable dinner at the sunset in the suggestive restaurant of the old city, an archaeological site around the Erod's harbour, surronded by one of the best preserved Roman amphitheaters, by a racecourse, a temple and an aqueduct of about 17 km... it was one of the most important harbors of the Mediterranean sea and it has preserved a particular charm. Eating fragrant fshes, we've started a dense chatt to break the ice.

Tomas has chosen for me the best solution: the hotel of the kibbutz, near his kayak club and to go to "work" I've had to cross every morning a beautiful sandy beach!!!
He explained me that in the mean while the kibbutz has gone losing the old socialist inspiration of the first agricultural communities, and now they almost have a hotel for the turist, managed by the same inhabitants of the kibbutz... the "Nahsholim" kibbutz hotel is a bit special because it is leaned out on the sea and it enjoys of an enviable natural position... while I was wandering among the little houses surronded by plants and flowers, I always have had the company of the waves.


The "Dor-kayak Club" is also situated in an exceptional position: directly leaned out on the beach, it is perfectly set in one of the so many protected bays that follow up to the north for few kilometers. Contained among shallows reefs that had to be once tuff caves and that today create curious games of avoids and heights on the rocky clives, there are some low natural swimming pools on the sea side from which adults and childrens plunge themselves for the first bathe of the season, accompanied from comprehensible shouts because the temperature of the water is around 19°C yet... even if there are more than 28°C and my hands and face come in a flash so brown while I was spending some hours to collect shels.

Friady morning, Tomas welcomed me with a great smile and with a cup of smoking coffee among the hands: "You're always in time and you don't like coffee, are you sure you're really Italian?"
Tomas is a curious guy, a character of other times, a bit gruff manner but a really very kind person and it manages the school with a mixture of authority and compliance.
It is a family club, the other members arrive at different time, they undress in the containers that delimit the space of the school and they bring the kayaks on the shore... they are all smiling and they seem impatient to start even if at the end of the two hours work shop they seem a bit tired...


Tomas spends a lot of time in water with us and at the end it seems almost happier and satisfied than me: "We are very happy to have you here with us, it is the first time we've invited someone from another country... Israel is an isolated country and it is important for us to have meeting and exchanges like this one".
The course has been a small success: almost all the boys of the basic group have learned the roll with the correct technique and elegance and the others in the advanced group have performed both the balance brace and some different Greenland style rolls, included a beautiful conclusive sequence of syncronized group roll that has excited me for the coordination and the understanding.
I am really enthusiastic for the experience and the time spent with them has taught me a lot of things...


I have learnt from Lila the determination, from Ornit the elegance, from Jonathan the reflection, from Greg the elasticity improved by yoga, from Ron the patience despite the sameness of the exercises and the breakup of the paddle; I was very impressed by the facility of execution of Yohad in all the proposed rolls, even the cross hands roll, the speed of Goren, the intuition of Itay ("It's true, it's easier!"), the concentration of Yoash, the reservation of Aion, the discretion of Benny, the lightness of Ohad despite is a quite big man, the availability of Ram that has helped me so much in water and the extreme courtesy of Yair that once in his shop "Captain Jack" he has covered me of presents: "It was really very fun", he's repeated while with Tomaswas showing him the videos tapes during the course...
 
At the end of the two days work shop, Tomas has invited me to introduce our last summer trip to Crete: he organized a meeting in Haifa, where a beautiful room had been prepared in the center for children with mental disabilities where a kayaker works: it has also been this a splendid experience, as well as the dinner in his pleasant house, where I've met his wife.
Tomas is Swedish and he has moved to Israel when he was 18 years old, working in a kibbutz and than as a tourist guide, he speaks 5 languages and 10 years ago he has decided to open a sea kayak school, starting with 5 kayaks and waiting on the beach: today he has reached the notable figure of about fifty kayakers and of 35 kayaks, among private and social, in a beautiful show on the racks built by himself... in this period the club celebrates ten years! 

He lives in a beautiful wood cottage, he has two daughters and five grandchildrens with an upcoming six and his wife work in a library and she a second passion: she realizes ceramics in a small laboratory in garden where I would have gladly spent the rest of the weekend... she also give so beautiful gifts and I've come back home full of nostalgia!!!
Sundays was my last day in Israel and not having time enough to visit Jerusalem we've spend the morning in Yaffo, at the doors of Tel Aviv, still eating fresh fishes in one of the narrow and tortuous streets of the old city, leaned out on the small harbour beaten by the waves on which so many surfer-penguins were going up and down... We've separated in the airport with a lot of projects about future meetings, mutual exchanges, and trips all together in Montenegro or in the lakes of the north Italy... and my last souvenir is the strong smell of the orange flowers.
The beautiful of the kayak is also that: meet distant friends and paddle with them around the world!

giovedì 7 aprile 2011

Birthday presents!

Quest'anno, il regalo per il mio ?!?esimo compleanno arriva da molto lontano: da Israele.
Festeggio a Tel-Dor, nel nord del paese, sul mare!
Ci hanno invitato a tenere un corso di eskimo groenlandese e l'occasione è ghiotta per trascorrere qualche giorno in un paese che ancora non conosco e che un pò mi incuriosisce ed un pò mi spaventa...  finisce sulle prime pagine dei giornali per gli attentati a Gerusalemme e per gli scontri continui tra coloni e palestinesi: parto carica di ricordi degli anni universitari e dei lavori di cooperazione internazionale per il progetto "Salaam, ragazzi dell'ulivo", ideato dopo la prima intifada per dare corpo allo slogan "una terra per due popoli"... chissà che nè è stato di quegli ulivi dopo le bombe, i muri di separazione, le modifiche alla costituzione israeliana e gli scontri continui tra israeliani e palestinesi.
Sono molto contenta di incontrare gli amici di kayak israeliani, magari con loro riuscirò a capire un pò meglio un'altra piccola fetta di mondo... e a fotografarla con la nuova compatta che Mauro mi ha fatto trovare imfiocchettata insieme al bagaglio!!!


This year, the gift for my birthday arrives from Israel: I will be there, in Tel-Dor, in the north of the country, on the sea!
I was invited for a Greenland style roll clinic and I'm very happy to spend some days in a different country... I go there with the memoirs of the university years' job with an International project called "Salaam, boys of the olive trees", realized after the first Intifada to try to transform in a reality the slogan "one land for two people"... I'm curios now about that olive trees after bombs, walls, changes of the Israeli constitution and the conflicts beetwen Israeli and Palestinian people.
I'm very happy to meet the Israeli sea kayakers, hopefully with them I will succeed in understanding a bit one more country in the world... and in taking pictures there with the new compact camera that Mauro has let me find together with the baggage!!!

lunedì 4 aprile 2011

Spring is coming!

Un lungo fine settimana ricco di piccole e grandi avventure!
Venerdì 1 aprile Sara Outen è partita per il suo viaggio intorno al mondo in kayak, bici e barca a remi e nella sua prima traversata da Londra alla Francia è stata accompagnata da Justine Curgenven per le riprese: hanno già raggiunto le coste francesi e la "London2London" prosegue ora su due ruote!
Sabato 2 aprile Gianni Montagner del gruppo Tulku Canoa Roma si è cimentato con una traversata speciale da Monte Argentario all'Isola del Giglio pagaiando sul SUP: "Un Giglio da prendere" si è conclusa in 3 ore e 25 minuti per 21 km e 13 bagni nell'acqua a 15°C e sarà presto seguita dalla traversata "Un Giglio da portare" da Giglio a Montecristo. L'arcipelago ha sempre attratto il SUPer Capitano, che ha pagaiato tra quelle isole su tutti i tipi di canoa, dalla polinesiana al surf sky, dal kayak al SUP!
Noi, invece, ci siamo regalati una splendida giornata di sole primaverile sul Lago Maggiore, seguendo il nostro solito itinerario domenicale: assolutamente in disaccordo sul tipo di abbigliamento da indossare, abbiamo pagaiato per 25 km intorno alle Isole Borromee; l'ultima tappa sulla "spiaggia del tesoro", dove raccolgo sempre tante mattonelle colorate per le collane di Pietrafatata, è stata una rivelazione: Mauro mi ha incredibilmente aiutato nella raccolta, lui sempre così contrario ad aumentare la mia collezione di sassi&conchiglie... ma era il suo modo anti-romantico per augurarmi un "buon compleanno"!!!

 


This was a great week-end: on Friday, Sara Outen started her world tour by kayak, bike and rowling, and with Justine Curgenven she is already arrived to France and now she has to go on by bike.
On Saturday, a friend of us, Gianni Montagner from Tulku Canoa Roma Club, has completed the cross by SUP between Argentario Head and Giglio Island, paddling for 3 hous and 25 minutes for 11 NM and plunging for 13 times into sea with the 15° C water.
On Sunday, we simply paddled along our familiar lake, completely in disagree about the gear but sincerely happy for the spring coming... we paddled for about 14 NM and we stopped at last in the "treasure beach", where I usually find a lot of little squares to realize Pietrafatata necklaces... Mauro has incredibly helped me and that was his way to say me "happy birthday"!!!

sabato 2 aprile 2011

Support Japan!

Eiichi Ito è un kayaker giapponese, presidente dell'associazione Qajaq JPN: qualche giorno fa ha lanciato su Facebook una campagna per la raccolta di fondi per le vittime del terremoto che lo scorso 11 marzo ha devastato il suo paese... serve tutto perchè molte persone hanno perso tutto!
Riportiamo il suo appello perchè ogni contributo può essere importante.
Si può fare un versamento tramite Paypal accedendo direttamente dal seguente link: https://www.paypal.com/
Se volete informarli dell'avvenuto pagamento, potete inviare una mail all'indirizzo "muomuo@nifty.com" del Sig. Mitsuharu Uozumi. Si assumono loro l'impengo di trasferire tutto alla Croce Rossa Giapponese.
Gli amici italiani di Canoaverde e del CKF si sono già attivati per raccogliere fondi e per invitare tutti a fare un versamento: bastano 5 dollari, ma ovviamente se ne possono inviare anche molti di più!
Sul sito di Qajaq JPN trovate una pagina intera piena di indicazioni utili per inviare aiuti e per completezza di informazioni la riportiamo sotto nel testo inglese...


Please, help Japan people and reply to Eiichi Ito's call: "We need your help!".
Damage of M9.0 - It will be changed tomorrow even if I describe a concrete figure of damage here now. The whole image of the damage situation has not been understood like that yet. Please check it by the news of every day. I can surely say only this. So many many our friends lost their house, their family, their kayak, their paddle, and their sea. Maybe, they got only "Despair". However, "Hope" is surely somewhere.
We want to adjust the system of support, and to help them. However, the function of the entire Japan has been completely paralyzed now. We need your cooperation.
By the Paypal - I heard the opinion of the support offer from you on the website or Facebook. Thank you so much! They are "Hope" exactly. First, I'll explain the support by money. We QajaqJPN have the account of "Paypal". You can access there by following URL. https://www.paypal.com/ The mail address of the remittance is "muomuo@nifty.com". The owner of this account is Mr. Mitsuharu Uozumi. Please raise a fund the $5.00(or more). In our responsibility, your contributions are passed to the Japanese Red Cross.
By the mailing - Secondly, I'll explain support with concretely goods. Please inform me what you send to us beforehand. Actually, all goods are insufficient in the stricken area. I am expecting it of your goodwill...
Acknowledgement - I believe the power of kayaker's global network. It is not to connect only by "Kayak" of simplicity. We are using the language that doesn't communicate mutually. However, I want to think that we have always same "Spirit" based on QAJAQ. Now, Kayakers in North Japan have received thorough damage. Please help them. Please show them "Sea" again. Thank you for your kindness. Eiichi...
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